{"id":723,"date":"2014-09-17T10:13:30","date_gmt":"2014-09-17T10:13:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.auroratrezzo.it\/wordpress\/?page_id=723"},"modified":"2014-09-17T10:13:30","modified_gmt":"2014-09-17T10:13:30","slug":"non-puo-essere","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.auroratrezzo.it\/wordpress\/non-puo-essere\/","title":{"rendered":"Non pu\u00f2 essere"},"content":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 una storia incominciata bene quarant\u2019anni fa e finita male quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Era incominciata a met\u00e0 degli anni \u201960 in un contesto (si dice cos\u00ec) un po\u2019 particolare, nel senso che la Chiesa di Trezzo da anni era \u201cgovernata\u201d da un laico (da un padre di famiglia, per intenderci) che aveva s\u00ec la piena fiducia del Prevosto, ma non quella degli altri preti, specialmente di quelli che di mano in mano si succedevano all\u2019Oratorio Maschile.<\/p>\n<p>Una delle conseguenze di quella anomalia era stato il progressivo svuotamento dell\u2019Oratorio stesso.<\/p>\n<p>Nel \u201964 o &#8217;65 era per\u00f2 arrivato un pretino nuovo di zecca che si chiamava don Giovanni Afker, che invece di fare come i suoi predecessori e cio\u00e8 sedersi disperato ad aspettare che le cose cambiassero, aveva subito invertito la tendenza, anche se sempre nel rispetto della regola dell\u2019obbedienza (se lo dico \u00e8 perch\u00e9 lo so!) verso il Prevosto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec aveva immediatamente creato una Societ\u00e0 Sportiva: l\u2019Aurora Calcio.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 non l\u2019aveva chiamata Virtus d\u2019oratoriana memoria? Semplice: perch\u00e9 la Virtus c\u2019era gi\u00e0, o meglio, c\u2019era ancora, ma era diventata una Societ\u00e0 ciclistica che con l\u2019Oratorio non aveva nulla a che fare.<\/p>\n<p>Bene! L\u2019anno dopo (1966) all\u2019Oratorio c\u2019ero arrivato anch\u2019io,\u00a0 che, avendo del tempo libero, lo volevo dedicare alla Societ\u00e0 in senso lato, sull\u2019esempio di tanti miei amici (vedi per es. Mario Fi\u00e8l) impegnati vuoi in politica, nell\u2019Avis, nella banda, nelle societ\u00e0 sportive e via discorrendo.<\/p>\n<p>Avevo sentito dire che volevano fare basket anche l\u00ec, come del resto avevo gi\u00e0 visto fare\u00a0 l&#8217;anno prima all\u2019Oratorio femminile dall&#8217; Olimpia di suor Annunciata e dell\u2019allenatore ingegner Innocenti (morto poi per incidente stradale di ritorno da una trasferta e ricordato da una stele vicino allo spogliatoio) e avevo pensato: \u201cVado l\u00e0 a fare&#8230; l\u2019aiutante-dirigente\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 proprio il basket? O bella! Perch\u00e9 quando negli anni \u201950 ero negli Artigianelli a Genova, avevo giocato tre anni allenato dal famoso Fratel Brambilla (famoso perch\u00e8, tra l\u2019altro, avrebbe poi, a Milano, avviato al basket un certo Carlo Recalcati, diventato allenatore della Nazionale&#8230;).<\/p>\n<p>E poi , sempre negli anni \u201950, avevo avuto modo di vedere tante partite dell\u2019Ardita Nervi (serie \u201cA\u201d femminile) e, addirittura, al Palazzo del Ghiaccio di Milano (naturalmente con il ghiaccio coperto con assi) una \u201cpartita scudetto\u201d fra l\u2019indimenticabile Borletti (\u201cscarpette rosse\u201d) e la Virtus Bologna, ( con i mitici Rubini, Gamba, Ranucci, Tracuzzi&#8230;) ne avevo un gran bel ricordo e tanta tanta nostalgia. A opera finita, diciamo pure che a quel tempo ero forse l\u2019unico, a Trezzo, che \u201cconosceva l\u2019articolo\u201d, tant&#8217;\u00e8 vero che all\u2019Oratorio Maschile di basket non c\u2019era niente e nessuno ne sapeva niente.<\/p>\n<p>Insomma gente, state attenti a cosa vi dico: a me, Romano Tinelli, senza volerlo, m\u2019era toccato, con l\u2019appoggio morale di don Giovanni, diventare il FONDATORE (!) dell\u2019Aurora Basket Trezzo.<\/p>\n<p>Di conseguenza avevo dovuto interessarmi dall\u2019asfaltatura del campo (era intervenuto il Comune tramite l\u2019assessore Carl\u00e8tu Castaloo, ma con il tacito consenso di tutto il Consiglio\u2026), alla sua illuminazione (Angelo Pum\u00ecn aveva fornito i pali di ferro); dal verniciarne le righe (l\u2019aveva tracciato il geometra Giorgio Cifal\u00f9m), al procurare le tute, indispensabili giocando all\u2019aperto (le aveva offerte Carl\u00e8tu Carera-Fiat); dell\u2019 acquisto delle maglie bianco-rosse (i colori sociali) e di quelle di riserva bianco-verdi (usando i soldi che ci aveva dato B\u00e8rtu Balgius-Vespa), dal dotarci di bende e anguenti (ci aveva rifornito il mio coscritto Lamberto Fodera) a cercare il medico sociale ( il dottor Luciano Carminati.<\/p>\n<p>Il Presidente della Polisportiva (Calcio e Basket) aveva accettato di farlo, anche se gi\u00e0 aveva una sessantina d\u2019 anni, Carl\u00e8tu Corti (Fifina, una figura carismatica e sportivo da sempre).<\/p>\n<p>Come allenatore avevamo trovato Walter Ferrandi, un fabbro milanese che aveva l\u2019officina in paese (ce l\u2019aveva segnalato Togn Luca).<\/p>\n<p>L\u2019Oratorio di suo ci aveva messo i canestri. I soldi per\u00f2 erano quelli personali di don Giovanni, perch\u00e9 la Parrocchia, indebitata fino al collo per via del bocciodromo (una storia quella&#8230;) appena costruito, da un bel pezzo non sborsava una lira.<\/p>\n<p>A sbrigare le pratiche in Federazione a Milano, ci andavo io la sera da solo, o, in caso di nebbia forte, con don Giovanni o con il segretario Gi\u00fcs\u00e8p Vila (Cud\u00e8rnia).<\/p>\n<p>Da allora e per quasi 20 anni, mi ero trovato con \u201cla testa in gi\u00f9\u201d, dentro un ingranaggio che mi impegnava a tal punto da trascurare perfino la famiglia (un errore che pu\u00f2 comprendere solo chi ha provato un\u2019avventura del genere).<\/p>\n<p>L\u2019Aurora era cresciuta anno per anno, fino a far giocare nella stessa annata sportiva, una dozzina di squadre con circa 220 atleti fra maschi e femmine (si pensi cosa vuol dire organizzare per tutte due allenamenti la settimana, pi\u00f9 le partite, pi\u00f9 le trasferte, pi\u00f9\u2026).<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 cos\u00ec tanti? Perch\u00e9, a parte le \u201cprime squadre\u201d che\u00a0 obiettivamente avevano un \u201cpercorso\u201d a parte, la Polisportiva non\u00a0 facevano selezioni. Mai a nessuno, fino a quando sono stato io il responsabile, \u00e8 stato detto: \u201cPer te il posto non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 perch\u00e9 non sei bravo abbastanza\u201d. Mai!.<\/p>\n<p>Eravamo saliti fino alla categoria \u201cPromozione\u201d (che allora era la quinta categoria assoluta) prima con la squadra maschile e poi, avendo nel frattempo incorporato l\u2019Olimpia, con quella femminile.<\/p>\n<p>In campionato avevamo incontrato giocatori del livello di Borlenghi, dei fratelli Boselli, di Vecchiato, che poi erano finiti in nazionale. Un nostro ragazzo, Carlo Crespi (un Gepa) era arrivato in serie \u201cB\u201d.<\/p>\n<p>Un altro, Danilo Dorini, s\u2019era fatto prete&#8230;<\/p>\n<p>A \u201ctempo perso\u201d (?) poi, avevamo organizzato per conto del Comune, 8 o 10 edizioni del Trofeo Comune di Trezzo di podismo, a cui partecipavano campioni come l\u2019olimpionico Ambu, Lavelli, Conti.<\/p>\n<p>Per l\u2019Avis avevamo organizzato, grazie al fattivo interessamento del telecronista Rai Aldo Giordani ( presentatomi da Angelo Minelli nelle sede del \u201cGiorno\u201d a Milano) \u00a0partite-esibizioni sul campo dell\u2019Oratorio femminile, fra squadre di serie \u201cA\u201d con\u00a0 celebrati campioni del calibro di Isacc, Bovone, Zanatta.<\/p>\n<p>Con gli amici\u00a0 Anselmo Simoncelli (un professore di scuola fuori dell\u2019ordinario) e Giorgio Spotti (un ex allievo del grande Consolini) avevamo organizzato per un po\u2019 di anni i \u201cGiochi della Giovent\u00f9\u201d di atletica leggera.<\/p>\n<p>Io, per giunta, avevo trovato il tempo (?) per accettare di fare il Fiduciario Coni per la nostra zona.<\/p>\n<p>Per anni e anni ho personalmente \u201clottato\u201d e \u201cappoggiato\u201d\u00a0 gli Assessori allo Sport che via, via si succedevano e cio\u00e8 Roncalli, Scotti e Zerbi (uno meglio dell\u2019altro) per dotare Trezzo di una palestra, indispensabile per il basket.<\/p>\n<p>Quando finalmente questa (la palestra) era finalmente diventata realt\u00e0, io che non ne potevo pi\u00f9 perch\u00e9 cotto e stracotto, avevo passato la mano. Non del tutto per\u00f2, perch\u00e8 avevo lasciato in societ\u00e0 i miei figli: Alberto come istruttore di minibasket e Carlo che da l\u00ec a poco, nel \u201cTorneo del Ventennale di Fondazione\u201d con squadre Cadetti di serie \u201cA\u201d e \u201cB\u201d, sarebbe stato premiato (permettetemi la civetteria) quale \u201cmiglior giocatore dell\u2019Aurora\u201d.<\/p>\n<p>********<\/p>\n<p>Quest\u2019anno invece, dopo quasi 40 anni, l\u2019Aurora di \u00e8 disfatta per mancanza di ricambio dirigenziale.<\/p>\n<p>Dispiace a me e certamente a quel sacco di gente che in tanti anni si son sacrificati per mettere a disposizione della giovent\u00f9 di Trezzo ( ragazzi, non \u00e8 retorica o auto incensamento) un servizio importante come \u00e8 lo Sport. Sacrifici veri (perfino senza il rimborso spese per la benzina!), sempre nell\u2019ombra, senza riconoscimenti se non (importantissimo!) quello dei ragazzi e dei loro genitori, che avevano capito (chi prima, chi dopo), perch\u00e9 c\u2019era l\u2019Aurora Basket Trezzo.<\/p>\n<p>Mai come ora (un momento cos\u00ec brutto non appena sportivamente), mi vengono in mente\u00a0 dirigenti, sponsor, allenatori, giocatori, specialmente quelli che gi\u00e0 ci hanno lasciato.<\/p>\n<p>Quanti anni\u2026quante battaglie\u2026quanti ricordi\u2026<\/p>\n<p>Io comunque spero sempre. Dato che sono un sognatore di natura, sogno che un quei bagai o tusa (magari in gruppo\u2026), di ex gocatori dell\u2019Aurora e che adesso sono pap\u00e0 e mamme, provino a vedere se si pu\u00f2 fare qualcosa. Almeno provare.<\/p>\n<p>Ciao a tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0<\/p>\n<p>PS= Grazie al cielo, l\u2019appello \u00e8 stato subito raccolto e oggi (2008) l\u2019Aurora \u00e8 rinata ed \u00e8 sulla strada giusta per ridiventare bella, grande, naturalmente per tutti e con gli ideali che dicevo e dico io. Bravi!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 una storia incominciata bene quarant\u2019anni fa e finita male quest\u2019anno. 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